
View the embedded image gallery online at:
https://architettodurante.com/ambiente/68-2005-piano-del-parco-di-bracciano-martignano#sigProIdcbd0dfd90a
Ente di Gestione del Parco Regionale di Bracciano - Martignano
Vincitore del Bando per l'incarico di Coordinatore del Piano del Parco
Nell’area dei laghi di Bracciano e Martignano con il loro intorno la Regione Lazio ha istituito un parco regionale (LR 36/1999). Come tale l’area è soggetta a pianificazione di settore, il cosiddetto Piano del Parco, che ne disciplina la tutela, lo sviluppo e gli usi compatibili.
Il Piano del Parco è stato redatto da un gruppo di esperti coordinato dallo scrivente. E' stato adottato il 20.8.2010.
Nel corso dei lavori è stata elaborata e proposta un’originale metodologia, che assume il paesaggio come chiave interpretativa del territorio e degli usi possibili, esplicitati nei numerosi progetti elaborati come azioni di Piano.
Il Piano si compone di numerose elaborazioni, corrispondenti a tre fasi di lavoro così articolate:
Il punto di partenza di tutte le elaborazioni ed il valore dominante assunto come discriminante per ogni valutazione è stato il paesaggio, inteso sia come elemento caratterizzante la forma del territorio, sia come espressione dell’evoluzione della copertura vegetale, sia infine come espressione della presenza e dell’attività dell’uomo sullo stesso territorio.
La ricchezza e l’esaustività delle indagini e degli studi di settore elaborati nella prima fase hanno permesso una lettura del territorio approfondita e tale da poter giungere ad una sua scomposizione in unità di paesaggio minime, che sono divenute il riferimento di ogni indagine o valutazione di settore. Questo metodo di lavoro, e la collegialità con la quale si è proceduto, con il consenso di tutti gli incaricati, ha fatto si che i diversi contributi tematici abbiano assunto un grande valore propositivo e siano di fatto entrati a far parte integrante del momento finale di sintesi e pianificazione, uscendo quindi dal più riduttivo ruolo di indagine di base nel quale sono troppo spesso relegati, e entrando invece a pieno titolo nel percorso propositivo e decisionale che costituisce la fase finale della pianificazione.
Un’attenzione particolare nell’elaborazione del metodo di lavoro è stata riservata alla verifica, al recepimento e al confronto con la pianificazione paesistica operante, ovvero i Piani Territoriali Paesistici (PTP) e il recente Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), strumenti che dettano le norme e le cautele per la salvaguardia del paesaggio e dei beni naturali e storici in esso contenuti, e costituiscono il riferimento ed il livello minimo di tutela da garantire sul territorio del parco. Questa considerazione ha anche determinato gran parte del modello e dei criteri elaborati dal gruppo di lavoro, per i quali è stato scelto un percorso che, pur assumendo le limitazioni e gli indirizzi della tutela fissati dalla Pianificazione Paesistica ed uniformandosi ad essi, tuttavia tenta di supplire a questa limitazione riservando alla fase finale della pianificazione un’importanza preminente nel processo di caratterizzazione e valorizzazione del Parco. La medesima attenzione è stata riservata al Piano di Gestione redatto dal Parco di Bracciano Martignano per i SIC e le ZPS ricadenti nel suo territorio.
È stato elaborato un modello di piano capace di garantire la salvaguardia del paesaggio e l’organizzazione del territorio, di sottolineare le varietà degli ambienti presenti e l’estrema delicatezza di alcuni siti, di assicurare un corretto rapporto di interscambio fra le diverse parti e soprattutto fra le aree più sensibili, che rappresentano il cuore naturalistico del parco, ed il resto del territorio protetto. Un modello capace di differenziare e valorizzare adeguatamente tutti gli ambienti e le differenti tipologie di paesaggio, ma anche di organizzare la sovrastruttura del territorio, il suo rapporto con l’esterno e con i fruitori, di pianificare e regolamentare cioè tutto il complesso delle attrezzature e strutture capaci di garantirne la corretta fruizione e lo svolgimento delle attività turistiche e didattiche. Capace, infine, di garantire il mantenimento o il ripristino di un corretto ed armonico rapporto tra le attività economiche e la salvaguardia del territorio, e dove possibile, di rendere queste due esigenze complementari e funzionali l’una all’altra, trasformando le attività economiche in un valore attrattivo e le risorse naturali in fonte di attività economiche.
Il paesaggio assunto come chiave di lettura del territorio e scomposto in unità omogenee minime ha infine permesso l’elaborazione di un sistema di rappresentazione e sintesi dei valori e delle indicazioni elaborate per ogni singola unità, e la redazione di un modello di scheda riassuntiva che costituisce dunque la sintesi finale del lavoro di elaborazione, oltre che un’utile guida alla lettura del piano.