
Progetto di ristrutturazione e restauro
Il progetto architettonico consiste nel restauro dell’edificio esistente, una chiesa costruita nella prima metà del Novecento nelle forme dell’architettura popolare latino-americana, nell’ampliamento dell’attuale aula e nella dotazione di servizi atti a rendere funzionalmente autonoma la chiesa rispetto alla poco distante casa parrocchiale.
Lo spazio interno della chiesa esistente viene ricomposto portando al centro l’assemblea dei fedeli e distribuendo lo spazio liturgico secondo un nuovo centro posto in corrispondenza dell’area attualmente voltata ed adibita a presbiterio. Il posizionamento degli apparecchi illuminanti viene definito secondo 4 tipologie: la prima scende dai travi di colmo della copertura lignea, la seconda è alloggiata sulle trabeazioni, la terza riguarda la luce diffusa ed è costituita da elementi ad incasso inseriti nella muratura, ed infine la quarta riguarda gli elementi scultorei di dimensioni minori (i capitelli, le statue e la via crucis).
L’ampliamento consiste nell’addizione di due corpi laterali simmetrici per le nuove navate dell’aula che servono lo spazio preesistente con funzione connettiva di deambulatorio, liberando la navata centrale che viene completamente occupata dall’assemblea. In questo spazio sono state ricollocate le statue devozionali liberando l’abside e producendo l’effetto di piccole cappelle laterali. L’ampliamento riguarda anche la parte posteriore della chiesa, in aderenza all’abside ed in continuità con le nuove navate. Gli spazi di servizio previsti in questo settore sono disposti seguendo la sagoma semicircolare dell’abside disegnando un piccolo deambulatorio.
Il progetto diviene anche occasione per il recupero dei valori originari mediante il restauro dei caratteri architettonici dell’edificio originale, alterato dagli interventi che si sono succeduti nel tempo: vengono riaperti gli oculi nella parte posteriore dei prospetti laterali, fondamentali per l’illuminazione e per la circolazione dei flussi d’aria interni; nella facciata principale viene riaperta la finestra centrale superiore, a forma di quadrato lobato, e recuperata l’intera superficie delle finestre arcuate; viene inoltre in parte riaperta la finestra absidale.
Volutamente semplificati, i caratteri architettonici dell’intervento si riducono a lievi differenze di profondità rispetto al piano di facciata, che consentono di disegnare le mostre delle nuove aperture e le fasce marcapiano e di coronamento dei prospetti esterni. La forma delle aperture laterali poste sul nuovo volume mira a recuperare quelle originarie, restituendone la semplice sagoma e gli allineamenti rispetto agli assi esistenti degli spazi interni.