Alberto Durante

architetto


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1995 COMPLESSO PARROCCHIALE DI S. BARTOLOMEO IN TUTO, Scandicci (FI)

Arcidiocesi di Firenze

  • Progetto di ampliamento del complesso parrocchiale
  • Professionista incaricato per il progetto e la direzione artistica
  • (progettazione strutturale, ing. G. Padellaro e prof. C. Blasi; direzione dei lavori, ing. Padellaro).

 

Il progetto nasce dall’esigenza della Parrocchia di S. Bartolomeo in Tuto di realizzare una struttura parrocchiale nuova, con la necessità di poter disporre di spazi chiusi ed aperti nei quali poter svolgere l’attività pastorale, l’accoglienza sociale ed anche prevedere quei servizi generali ed accessori necessari al funzionamento di una parrocchia.

Oltre alla revisione della chiesa esistente, soprattutto ma non solo per quanto riguarda l’esterno, gli ingressi ed il collegamento con la nuova costruzione, il progetto di ampliamento contiene una serie di nuove funzioni:

  • -          un complesso che ospiterà i luoghi per catechesi e ampi spazi per comunità assembleari;
  • -          un insieme di luoghi adatti alla socializzazione e all’educazione dei ragazzi, nonché spazi aperti da dedicare al gioco;
  • -          uno spazio per la “caritas” parrocchiale orientato verso i servizi sociali;
  • -          una foresteria composta da monolocali dotati di servizi, adibita all’accoglienza dei senza fissa dimora;
  • -          uno spazio mensa;
  • -          un appartamento da destinare al custode.

Il progetto tiene conto delle caratteristiche formali e funzionali dell’edificio già esistente, con il quale integra l’ampliamento per formare un complesso unitario, grazie anche ad interventi localizzati sull’esterno e sull’interno di quanto esistente. Il nuovo complesso, che si estende per una superficie complessiva di circa 18.000 mq, si compone di blocchi strutturalmente indipendenti, al fine di poter essere realizzato in fasi successive.

In primo luogo il progetto propone il restyling della chiesa esistente, con il rifacimento completo della facciata, degli ingressi e del viale d’accesso.

A lato della chiesa, in posizione di cerniera con l’esistente, si pongono le nuove costruzioni di ampliamento. Innanzitutto il campanile, che dà accesso al cortile da cui si entra nel grande salone parrocchiale, fulcro dell’ampliamento e luogo da cui accedere ad ogni spazio ecclesiastico, sia esistente che nuovo. È un edificio ad un solo piano capace di contenere almeno 300 posti a sedere, dedicato a Don Facibeni ed inaugurato il 25 maggio 2003 dal Cardinale di Firenze. Da questo, lungo un asse parallelo a quello della chiesa e del viale di ingresso, si sviluppano gli spazi comunitari e sociali formati da 3 blocchi a due piani, disposti ciascuno attorno ad un cortile ottagonale aperto a portico e loggia che disimpegna gli ambienti. I blocchi sono collegati da due corpi scala che raggiungono i piani interrati, destinati a locali tecnici o a parcheggio.

L’architettura schiettamente moderna è realizzata con materiali, colori e motivi decorativi propri della tradizione toscana: le finiture esterne sono intonacate di colore bianco giallastro intervallato da fasce marcapiano di pietra forte, gli angoli e gli spazi sottostanti i cupolini, così come i pilastri dei cortili e gli angoli del grande salone sono realizzati a fasce alternate di pietra forte e pietra calcarea, riproponendo la tradizionale bicromia di tante chiese medioevali fiorentine. Le pavimentazioni, almeno per le parti esterne e di passaggio, sono in cotto e pietra, mentre quelle dei locali assembleari in moquette.

Un’attenzione particolare è stata riservata alle sistemazioni esterne, estese per oltre 16.000 mq, creando un amplissimo sagrato antistante la chiesa ed il nuovo “Catecumenion” bordato da vaste superfici a prato e da alberature di olivi e cipressi, che inquadrano la facciata della chiesa fin dal cancello di ingresso, affiancato da un’edicola Mariana.

Il progetto, che è stato pubblicato sulla stampa nazionale e nel volume “S. Bartolomeo in Tuto, una parrocchia per il Terzo Millennio” è stato proposto tra i siti UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità come espressione significativa della chiesa postconciliare.