
Progetto di ristrutturazione e restauro
La ristrutturazione dell’interno della chiesa si fonda su tre distinti progetti: quello per lo spazio liturgico, quello della luce e quello del colore.
Il progetto per lo spazio liturgico riguarda l’attuale aula della chiesa, il matroneo e le sacrestie. Lo spazio viene ricomposto portando al centro della struttura esistente l’assemblea dei fedeli. L’aula trova una nuova centralità riposizionando una parte significativa dei posti nell’attuale transetto e nella quarta campata delle navate laterali, con il centro del nuovo spazio delimitato da una panca continua, utilizzabile anche per le piccole assemblee. L’area centrale è individuata dai diversi settori di pavimento, ricoperti da moquette. Lungo l’asse principale dell’aula si dispone ben visibile la sequenza dei segni liturgici: l’ingresso, il fonte battesimale, la mensa eucaristica, l’ambone, la cattedra del presidente, il tabernacolo e la croce. Il fonte battesimale, posto sotto la volta della quarta campata, è scavato nell’attuale pavimento ricavando una vasca a forma di croce iscritta in un ottagono. La mensa eucaristica è posta sotto la crociera principale; l’ambone è collocato tra il presbiterio e l’assemblea, in posizione elevata rispetto alla mensa ed all’aula in modo da essere facilmente visibile a tutta l’assemblea; la cattedra è affiancata dai sedili dei concelebranti lungo un’unica linea. Lungo le navate laterali vengono ricollocate su nuovi basamenti le statue esistenti, individuando un percorso devozionale in un luogo adatto alla preghiera privata. L’organo viene spostato dalla posizione attuale sul fondo dell’abside e ricollocato sul matroneo.
Il progetto della luce consta di 4 tipologie di illuminazione. La prima riguarda l’illuminazione a terra dello spazio dell’aula, con gli apparecchi collocati all’interno dei vani circolari sul colmo delle strutture voltate. La seconda è rivolta ad illuminare le volte e le membrature modanate evidenziando il sistema statico della chiesa, ed è alloggiata sulle trabeazioni. La terza riguarda le vetrate policrome, illuminate dal retro. La quarta infine riguarda gli elementi scultorei (capitelli, statue, via crucis) ricollocati sulle pareti delle navate laterali.
Il progetto del colore infine costituisce l’elemento di maggiore originalità del restauro, mirando ad esplicitare mediante il colore il sistema strutturale e formale dell’impianto neogotico, reintroducendo la ricca policromia che caratterizzava molta architettura medioevale. Quest’operazione di lettura dell’architettura avviene attraverso il colore e il posizionamento dei fasci luminosi. Nelle volte sono stati utilizzati due colori fondamentali, il rosso caldo e brillante ed il blu freddo ed assorbente. Quest’ultimo viene declinato secondo due tonalità: la prima, molto chiara, è utilizzata per ottenere un effetto di sfondamento del tetto e contribuisce ad evidenziare le linee strutturali delle crociere; la seconda, decisamente più scura, per porre in evidenza le modanature delle crociere attraverso il disegno di fasce continue accoppiate, tipiche degli impianti cromatici gotici, in chiaro contrasto con il rosso brillante delle crociere. Per le pareti vengono utilizzate due tonalità di giallo, una chiara e luminosa ed una più scura e ocra, quest’ultima per le linee continue orizzontali dell’impianto architettonico e per le modanature minori di dimensione e rilievo. Lo stesso colore viene usato per le cornici in rilievo attorno alle finestre, in accostamento al rosso. Per la parte floreale dei capitelli e delle mensole delle navate è utilizzata una tinta ocra chiara.