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https://architettodurante.com/architettura/restauro/141-2010-castiglionalto-monteriggioni-si#sigProIdc5512fb3c6
Bozza preliminare per il progetto di restauro e ristrutturazione del castello, della casa colonica e degli annessi, completato da uno studio per la sistemazione del giardino, del parco e della parte agricola.
Il recupero di Castiglionalto non è una semplice ristrutturazione edilizia degli edifici, ma si presenta piuttosto come un intervento di natura più complessa esteso all’intera proprietà, della quale riconfigurare le parti che costituivano gli attributi irrinunciabili delle grandi dimore signorili di campagna, e quindi anche l’azienda agricola che di queste parti era una delle più importanti e che della proprietà costituiva il fondamento e la ragione di essere. Pertanto il primo elemento della progettazione è quello riguardante la zonizzazione paesaggistica mediante la delimitazione dei diversi spazi ambientali, che si possono ricondurre a tre tipologie: lo spazio insediativo, che comprende i manufatti esistenti, le loro pertinenze con la viabilità e le parti da destinare al parco e al giardino, che saranno riprogettati completamente, anche in vista di funzioni più ampie e diversificate; lo spazio agricolo, attualmente formato da seminativi nudi che saranno sostituiti dall’impianto di vigneti specializzati; infine lo spazio naturale e seminaturale, che costituisce la parte “selvatica” della proprietà, caratterizzato dalla presenza di boschi, arbusteti, prati umidi, etc., conservata attualmente nelle pendici più acclivi, lungo i corsi d’acqua e nella pianura di fondovalle.
Il complesso si compone di cinque diversi edifici: il castello, la chiesa e tre manufatti più proipriamente rurali, la casa colonica, il fienile e la stalletta, cui si aggiungono i resti, solo ruderi, di una torretta isolata. Il progetto nel suo insieme si fonda sulla previsione di almeno due nuove destinazioni d’uso, a cui se ne potrebbe aggiungere una terza. La prima concerne l’impianto di nuovi vigneti e la conseguente realizzazione della cantina. La seconda concerne la realizzazione di una struttura ricettiva di tipo alberghiero, dotata di ampie parti di rappresentanza e di 19 unità residenziali, 12 suites e 7 camere, che potrebbe essere ospitata nei piani fuori terra del castello e nella casa colonica. La terza concerne l’allestimento di uno spazio riservato ai ricevimenti presumibilmente per un numero di ospiti compreso tra i 100 e i 150. Questa terza attività potrebbe trovare luogo nei saloni che si possono ricavare al piano interrato del castello, nel giardino pensile adiacente e nella chiesa, che essendo ancora consacrata potrebbe essere utilizzata per i matrimoni.
Il castello attuale è il risultato di numerosi interventi di trasformazione, dovuti all’adattamento alle mutate esigenze difensive, alla volontà di rappresentanza ed, infine, alle necessità della conduzione agricola dei fondi, così che oggi si presenta come uno straordinario palinsesto architettonico. Si compone di elementi di epoche diverse disposti a “C” intorno al cortile centrale. L’impianto di base, dei secoli XII e XIII è riconducibile agli interventi della famiglia Saracini. Molto evidenti e assai caratterizzanti sono gli impianti rinascimentali, quattrocenteschi e cinquecenteschi, che si debbono alla famiglia Piccolomini. Sicuramente a quest’epoca si debbono: il rifacimento bastionato del lato est, con la costruzione di due avancorpi a torrione con base a scarpa sormontata da cordonatura; il nuovo portale in bozze di pietra che introduce al cortile centrale; infine su due lati e su parte del terzo di quest'ultimo, tre ordini di loggiati in mattoni, con archi ribassati e volte a vela. Il piano seminterrato si compone di due grandi ambienti voltati, dello spazio di ingresso e degli altri locali minori. Potrebbe essere destinato a spazio per ricevimenti, utilizzando i due ambienti voltati attualmente adibiti a bottaia e lo spazio che li collega e che si affaccia all’esterno, che perciò potrebbe essere la sala di ingresso. L’attuale ingresso nella parte meridionale potrebbe continuare a svolgere la stessa funzione, non solo per questi spazi ma per l’intera struttura, alla quale verrebbe collegato dall’ascensore e da una nuova scala. Sempre nel seminterrato, nella parte verso i bastioni, si potrebbero ricavare ambienti di servizio per l’intero castello. Gli spazi del piano terreno sono interamente destinati alle attività comuni di ricevimento e di soggiorno dei residenti, ed ai servizi ad esse connessi. Gli spazi di rappresentanza sono raggruppati in tre unità: il ricevimento, la sala da pranzo ed i soggiorni, collegati tra loro dal portico, cioè all’aperto e al coperto. Questa circostanza dà la misura dell’importanza di questo spazio rispetto a tutto il complesso, anche perché la medesima situazione si ripete ai piani superiori. La corte e il loggiato costituiscono l’elemento di collegamento e di connessione tra le varie parti di ricevimento, e perciò dovranno essere attrezzate in continuità con queste, come unità di soggiorno all’aperto e al coperto. Al primo piano si accede attraverso l’antico scalone e il nuovo ascensore, mentre la funzione di collegamento orizzontale è svolta dal loggiato, che può essere anche attrezzato come soggiorno comune all’aperto, ripristinando la finestra sul fondo ora occlusa da un gabinetto. Anche in questo piano i blocchi sono tre. Il primo è formato dagli appartamenti “Piccolomini” sul loggiato principale, dove sono realizzate due unità. Il secondo, sopra la reception e affacciato su un’ala del loggiato, è formato da ambienti coperti da solai a travi ed ospita un’ampia suite. Il terzo blocco, il più ampio, è posto sopra gli spazi di soggiorno, vi si accede dall’altra ala del loggiato ed è formato da tre unità. Al secondo piano si accede dal nuovo ascensore e dallo scalone che arriva al fondo di un’ala del loggiato. Quest’ultimo anche a questo piano svolge la funzione di spazio di collegamento tra le varie unità, ma anche di punto da cui accedere al piano superiore. Anche a questo piano i blocchi sono tre per sei unità complessive. Al terzo piano la parte abitabile è limitata alla porzione sud – occidentale sovrastante gli appartamenti Piccolomini, in quanto di un piano più alta del resto. Al momento non vi arriva la scala, per cui sarà necessario realizzare ex novo una scala che dal loggiato del secondo piano consente di arrivarvi per raggiungere le due unità che lo compongono.
Pure al Vescovo Francesco Maria Piccolomini si deve la costruzione della chiesa all’esterno del castello, come è testimoniato dall’epigrafe posta sopra la porta di ingresso e sormontata dallo stemma a mezzaluna.
La casa colonica è un modesto edificio di pendio in pietra, con un piano a monte e due valle e con fronte a timpano, formato dall’aggregazione successiva di più edifici. Nei due piani dell’edificio sono state ricavate cinque unità, tutte dotate della possibilità di disporre di una pertinenza esterna da attrezzare a giardino privato.
La stalletta è un semplice rustico a 1 piano, in pietra e mattoni con tettoia parzialmente tamponata in vetro e portale di accesso ad arco con mostre in pietra. Sarà destinata a ospitare i servizi necessari alla piscina, in una metà un atrio – spogliatoio con i bagni e le docce, nell’altra il bar in grado di poter servire anche piccola ristorazione. La piscina, considerato il numero degli ospiti e la rilevanza del tipo di ricettività, sarà molto ampia, all’incirca 10 x 25 metri, di forma rettangolare con le estremità a cerchio ribassato in modo da ricordare le peschiere che ornavano i giardini antichi.
Il fienile, in posizione molto distaccata, è un edificio parzialmente su due piani, coperto a capanna, con parata antistante in pietra e laterizio e con colonne portanti a sezione circolare in pietra. Sarà restaurato per ospitare la cantina.
Il progetto prevede in primo luogo il consolidamento delle parti strutturali, murature portanti, volte dei piani terreno e interrato, etc., e la sostituzione delle parti fatiscenti, in particolare i solai in legno dei piani soprastanti ed il tetto, sia del castello che dei manufatti minori. Sarà inoltre necessario ripristinare alcune aperture, modificarne altre ed aprirne ex novo altre ancora ove non si trovasse traccia di quelle antiche, perché alcuni locali ne sembrano sprovvisti o serviti inadeguatamente. All’esterno del castello l’intervento sarà di restauro conservativo delle murature, che conserveranno la finitura a raso pietra. Nel loggiato verranno restaurate e finite a sagramatura le parti in mattone. Le pavimentazioni della corte, in coerenza con la finitura delle pareti, saranno a disegno con pietra sbozzata o lavorata, mattoni e ciottoli di fiume. Analogo sarà il tipo di intervento sulla casa colonica. Un intervento più incisivo sarà necessario per trasformare il fienile in cantina e la stalletta nell’edificio a servizio della piscina, per la quale si è prevista una localizzazione che ne consenta la schermatura, in modo che non sia visibile dal centro storico di Monteriggioni. La chiesa sarà oggetto di un semplice intervento di restauro conservativo, con la sagramatura delle parti a mattone e il ripristino dell’intonaco sul resto. L’eventuale ripristino della torretta isolata si configura come una vera e propria ricostruzione, essendo al momento poco più che un rudere. All’interno degli edifici la nuova conformazione degli spazi rispetterà le caratteristiche strutturali, tipologiche ed architettoniche inserendosi in esse, sulle quali è solo prevista l’apertura di nuove porte. Le finiture interne saranno in pietra e cotto per i pavimenti, a intonaco con differenti granulometrie per le pareti, tali da adattarsi al resto delle finiture, mattone o pietra per quelle parti che, per qualità costruttiva o rilevanza architettonica, si volessero lasciare in vista, come per esempio alcune volte del piano terra. Concorreranno all’arredo i camini, che verranno collocati negli spazi di rappresentanza, nei salotti di alcune suite e nelle camere, tutti di disegno antico.
La progettazione delle sistemazioni esterne prevede per quanto riguarda la viabilità l’utilizzazione dei tracciati esistenti, il ripristino di altri oggi abbandonati ma ancora presenti nel Catasto Leopoldino, la creazione di nuovi. Le pertinenze degli edifici, specialmente quelle prospicienti gli ingressi o ad essi formalmente collegati, saranno progettate alla maniera di “corti”, pavimentate con pietra, mattone e ciottoli di fiume. Intorno si disporranno i giardini: il giardino segreto e il giardino – terrazza sui nuovi spalti che circondano il castello, il giardino della piscina, i giardini privati attorno alle unità residenziali ricavate nella casa colonica ed i giardini particolari, dei fiori, dei frutti e dei semplici; infine il roseto lungo il perimetro dei vigneti, con funzione fitosanitaria oltreché ornamentale. Attorno ai giardini si sviluppa il sistema dei parchi, articolati in tre unità: il parco dei viali, che racchiude tutta la viabilità e dunque circonda completamente lo spazio insediativo, il parco del laghetto, dove valorizzare la presenza di un piccolo stagno e il parco del belvedere, posto sul crinale del ripiano con vedute aperte verso la cinta turrita di Monteriggioni.