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REGIONE UMBRIA
Programma di intervento per il Piano del Colore nel Centro Storico di Orvieto
Redattore incaricato congiuntamente con prof. S. Garano, prof. I. Pineschi.
La metodologia elaborata per il Piano del colore del centro storico di Orvieto si situa in una posizione di tutela attiva, finalizzata al recupero del patrimonio edilizio ed alla riqualificazione degli spazi pubblici, fondata sul riconoscimento delle proprietà da attribuirsi alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico - monumentale, e di conseguenza sulla necessità di individuare le modalità di intervento con esse compatibili.
Tra gli interventi sulla "pelle" della città, ovvero sugli elementi che delimitano e qualificano gli invasi spaziali, il ruolo principale va senz'altro attribuito a quelli attinenti le facciate degli edifici. Tra questi, la coloritura assume particolare valore per la capacità di sottolineare il disegno architettonico e l’uso dei diversi materiali, ponendosi dunque come insostituibile interprete del paesaggio sensibile e storico di cui è parte integrante. Pertanto il piano è volto all’individuazione dei criteri che consentano di disciplinare gli interventi sull’insieme delle finiture che caratterizzano l’aspetto esteriore degli edifici. La conoscenza storica costituisce il criterio guida rispetto al quale misurare la compatibilità delle soluzioni da proporre, indirizzando la progettazione su forme di intervento “in negativo”, mediante l’eliminazione delle cause di degrado generate sia dai modi d’uso incongrui e contraddittori, sia dal sovrapporsi di una grande quantità di segni che, sebbene singolarmente modesti, sono in grado sommandosi di disgregare e stravolgere la qualità dell’immagine.
L’analisi si estende al tessuto edilizio mediante la redazione di schede relative ad ogni singolo edificio, individuandone le funzioni tipologiche, l’epoca di costruzione della facciata, ed affiancando a tali informazioni il rilievo critico dei materiali, dei colori e note sullo stato di conservazione, sull'ampiezza e sul grado di complessità del disegno delle facciate, oltre che sulla dimensione dell’invaso spaziale su cui queste affacciano.
Queste indagini hanno consentito di elaborare una serie di tematismi: il primo attiene alle dimensioni delle facciate e degli spazi urbani su cui si affacciano, considerando così il rapporto tra luminosità naturale del sito e intensità cromatica della tinta. Il secondo attiene alla definizione minima degli interventi, individuando le singole facciate, prescindendo dalla partizione catastale e facendo riferimento alle unità figurative. Il terzo attiene al tipo ed al grado di complessità del disegno delle facciate, secondo uno schema che va dai prospetti totalmente lisci con bucature senza nessun rilievo fino ai prospetti composti con elementi degli ordini architettonici e con vari piani di profondità. In ordine a quest’ultimo aspetto si è stabilita una distinzione tra le superfici di fondo, che costituiscono il supporto del colore principale di facciata, generalmente monocromo, ed i rilievi che emergono da quelle, quali cornici, portali, cornicioni, colonne etc., che costituiscono il supporto del colore secondario di facciata, differenziandosi normalmente dal fondo con colori che interpretano i materiali naturali. Parallelamente sono state effettuate campionature dei colori ancora in sito ed analisi storico – iconografiche volte a determinare la tavolozza da utilizzare negli interventi.
L’insieme di queste operazioni ha consentito la redazione di uno schema normativo e la predisposizione di due progetti specifici di coloritura, relativi a via Duomo ed a Piazza del Popolo.