Alberto Durante

architetto


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1987 CENSIMENTI DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI IN UMBRIA

 

 

 

 

REGIONE UMBRIA

Censimenti dei beni culturali e ambientali

Nella seconda metà degli anni Ottanta il Dipartimento Assetto del Territorio della Regione Umbria  avvia una serie di censimenti sui beni culturali ed ambientali, finalizzati alla migliore conoscenza di tale patrimonio regionale ed all’applicazione di provvedimenti legislativi inerenti la tutela e la pianificazione del territorio. Riguardano:

  • Insediamenti accentrati
  • Insediamenti sparsi
  • Aree archeologiche
  • Siti d’altura abbandonati
  • Geotopi e Biotopi

 

INSEDIAMENTI ACCENTRATI

Si è considerato insediamento accentrato di formazione storica ogni luogo che, classificato nel censimento ISTAT 1981 come centro o nucleo, si sia formato in epoca preunitaria; che inoltre abbia svolto già in quel periodo una funzione di giurisdizione o anche solo di aggregazione rispetto al territorio circostante. I parametri presi in considerazione sono stati quello amministrativo e quello religioso, particolarmente significativi per delineare la soglia minima oltre la quale poter parlare di "centro". Per il periodo preunitario è stato registrato l’assetto amministrativo relativo all’anno 1817, desunto dal “Riparto dei governi e delle comunità dello Stato Pontificio con i loro rispettivi appodiati annesso all’editto emanato dal card. Consalvi il 26 novembre 1817”. Sulla base di tali parametri i toponimi dell’elenco base, ovvero i luoghi censiti dall'ISTAT nel 1981 come centro o nucleo, sono stati classificati in:

  • luoghi che nel periodo preunitario hanno ricoperto, sia pur temporaneamente, il ruolo di comune od altro ad esso superiore;
  • luoghi non compresi tra i precedenti che risultano citati come annessi o frazioni;
  • luoghi che non compaiono nel Riparto citato.

Le indagini hanno anche evidenziato luoghi particolari che, pur non presenti nell’elenco base, in periodo preunitario hanno comunque ricoperto un ruolo amministrativo.

INSEDIAMENTI SPARSI

Il rilevamento è stato effettuato sulla base della cartointerpretazione delle tavolette IGM in scala 1:25.000, associata all’analisi toponomastica volta a formare una classificazione per 7 categorie tipologico – funzionali:

  • nuclei ed aggregati rurali che riguardano antichi centri ormai scomparsi o decadenti, ovvero aggruppamenti di case rurali di notevole entità;
  • manufatti con funzione militare, quali torri, castelli, rocche ed opere di difesa in generale;
  • manufatti con funzione religiosa, quali chiese, conventi o abbazie, oratori, cappelle, croci isolate, etc.;
  • manufatti con funzione residenziale di tipo signorile, quali ville, palazzi, casini, etc.;
  • manufatti con funzione residenziale di tipo rurale, quali casali o fattorie;
  • manufatti con funzione di servizio all’attività produttiva o legati alla viabilità ed alle infrastrutture, quali mulini, fornaci, frantoi, abbeveratoi o fontane, osterie, ponti, etc.
  • manufatti ridotti a condizione di rudere.

AREE ARCHEOLOGICHE

La compilazione dei repertori è stata condotta utilizzando 4 fonti distinte:

  • l’esame cartografico e delle foto aeree esistenti;
  • la collaborazione con Amministrazioni, Enti, Istituti che istituzionalmente operano nel territorio, soprattutto le Soprintendenze, i Comprensori, i Comuni e gli Istituti Universitari;
  • la consultazione delle fonti a stampa per ottenere una bibliografia organizzata per comuni e comprensori;
  • la consultazione di associazioni culturali.

Sulla base delle informazioni raccolte si sono formati due elenchi:

  • punti per i quali è certa l’esistenza del bene e vi è una documentazione sufficientemente ampia;
  • punti con informazioni non complete o con indizi incerti circa l’esistenza del bene.

Per ciascun punto è stata compilata una scheda – guida ordinata numericamente per comune.

SITI D’ALTURA ABBANDONATI

Un altro censimento archeologico ha riguardato i siti di altura abbandonati, generalmente di fondazione medioevale, successivamente spopolati, ruderati e dei quali si è persa persino la memoria. I repertori sono stati formati mediante l’analisi delle caratteristiche territoriali, utilizzando la fotointerpretazione  e la lettura dei dati geomorfologici, toponomastici e cartografici presenti nelle tavolette IGM a scala 1:25.000.

La foto interpretazione è stata eseguita da un gruppo di lavoro coordinato dal prof. R. Francovich dell’Università di Siena su una porzione dei comprensori Perugino ed Orvietano. La mappa diacronica dei siti abbandonati è ricchissima di punti localizzati con certezza e documentati, alcuni dei quali facilmente riconoscibili ed altri di più difficile lettura perché individuabili solo cartograficamente. Le ricognizioni di accertamento effettuate hanno rilevato che la quasi totalità dei ruderi riconoscibili appartiene a torri, castelli, opere fortificate o edifici religiosi attribuibili a prima vista ad età postclassica. 

GEOTOPI E BIOTOPI

L'iniziativa mira alla conoscenza sistematica di tutte le emergenze naturali presenti e caratterizzanti il territorio regionale, in accoglimento di direttive e raccomandazioni CEE in materia di salvaguardia ambientale. La metodologia di indagine si basa su due criteri principali: indagine bibliografica e conoscenza diretta del territorio, e si concreta nella raccolta dei dati e delle conoscenze esistenti con l’individuazione di nuovi siti; quindi nella compilazione delle schede e nell’elaborazione di cartografie tematiche.

Sono stati individuati 51 biotopi raggruppati in due insiemi: aree monobiotipiche e monoecosistemiche (bosco a dominanza monospecifica, grotta, fiume, etc.), ed aree polibiotipiche o poliecosistemiche (complessi fluvio – lacuali, complessi boscati con varianti fitosociologiche, etc.). Sono inoltre stati individuati 62 geotopi di interesse geologico, minerario, paleologico, idrogeologico, morfologico, stratografico e speloeologico.