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REGIONE UMBRIA
Censimenti dei beni culturali e ambientali
Nella seconda metà degli anni Ottanta il Dipartimento Assetto del Territorio della Regione Umbria avvia una serie di censimenti sui beni culturali ed ambientali, finalizzati alla migliore conoscenza di tale patrimonio regionale ed all’applicazione di provvedimenti legislativi inerenti la tutela e la pianificazione del territorio. Riguardano:
INSEDIAMENTI ACCENTRATI
Si è considerato insediamento accentrato di formazione storica ogni luogo che, classificato nel censimento ISTAT 1981 come centro o nucleo, si sia formato in epoca preunitaria; che inoltre abbia svolto già in quel periodo una funzione di giurisdizione o anche solo di aggregazione rispetto al territorio circostante. I parametri presi in considerazione sono stati quello amministrativo e quello religioso, particolarmente significativi per delineare la soglia minima oltre la quale poter parlare di "centro". Per il periodo preunitario è stato registrato l’assetto amministrativo relativo all’anno 1817, desunto dal “Riparto dei governi e delle comunità dello Stato Pontificio con i loro rispettivi appodiati annesso all’editto emanato dal card. Consalvi il 26 novembre 1817”. Sulla base di tali parametri i toponimi dell’elenco base, ovvero i luoghi censiti dall'ISTAT nel 1981 come centro o nucleo, sono stati classificati in:
Le indagini hanno anche evidenziato luoghi particolari che, pur non presenti nell’elenco base, in periodo preunitario hanno comunque ricoperto un ruolo amministrativo.
INSEDIAMENTI SPARSI
Il rilevamento è stato effettuato sulla base della cartointerpretazione delle tavolette IGM in scala 1:25.000, associata all’analisi toponomastica volta a formare una classificazione per 7 categorie tipologico – funzionali:
AREE ARCHEOLOGICHE
La compilazione dei repertori è stata condotta utilizzando 4 fonti distinte:
Sulla base delle informazioni raccolte si sono formati due elenchi:
Per ciascun punto è stata compilata una scheda – guida ordinata numericamente per comune.
SITI D’ALTURA ABBANDONATI
Un altro censimento archeologico ha riguardato i siti di altura abbandonati, generalmente di fondazione medioevale, successivamente spopolati, ruderati e dei quali si è persa persino la memoria. I repertori sono stati formati mediante l’analisi delle caratteristiche territoriali, utilizzando la fotointerpretazione e la lettura dei dati geomorfologici, toponomastici e cartografici presenti nelle tavolette IGM a scala 1:25.000.
La foto interpretazione è stata eseguita da un gruppo di lavoro coordinato dal prof. R. Francovich dell’Università di Siena su una porzione dei comprensori Perugino ed Orvietano. La mappa diacronica dei siti abbandonati è ricchissima di punti localizzati con certezza e documentati, alcuni dei quali facilmente riconoscibili ed altri di più difficile lettura perché individuabili solo cartograficamente. Le ricognizioni di accertamento effettuate hanno rilevato che la quasi totalità dei ruderi riconoscibili appartiene a torri, castelli, opere fortificate o edifici religiosi attribuibili a prima vista ad età postclassica.
GEOTOPI E BIOTOPI
L'iniziativa mira alla conoscenza sistematica di tutte le emergenze naturali presenti e caratterizzanti il territorio regionale, in accoglimento di direttive e raccomandazioni CEE in materia di salvaguardia ambientale. La metodologia di indagine si basa su due criteri principali: indagine bibliografica e conoscenza diretta del territorio, e si concreta nella raccolta dei dati e delle conoscenze esistenti con l’individuazione di nuovi siti; quindi nella compilazione delle schede e nell’elaborazione di cartografie tematiche.
Sono stati individuati 51 biotopi raggruppati in due insiemi: aree monobiotipiche e monoecosistemiche (bosco a dominanza monospecifica, grotta, fiume, etc.), ed aree polibiotipiche o poliecosistemiche (complessi fluvio – lacuali, complessi boscati con varianti fitosociologiche, etc.). Sono inoltre stati individuati 62 geotopi di interesse geologico, minerario, paleologico, idrogeologico, morfologico, stratografico e speloeologico.